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Vuoi seperne di più sulle Aprilia?

APRILIA ENJOY

Aprilia Enjoy


I due modelli realizzati da Aprilia, City e Racing,  visualizzati a lato, hanno profondamente segnato il mondo della mobilità sostenibile. Solo negli ultimi anni qualche modello evoluto e molto costoso si è avvicinato alla qualità di questa bici, intesa in termini di qualità e raffinatezza della realizzazione. Piccole differenze tra modello Racing e modello City. Il modello Racing più accattivante è lievemente differente a livello di cannotto e forcelle anteriori al modello City che risulta però più leggero anche dal punto di vista dello sforzo applicato sui pedali. Entrambe le bici sono piacevolissime da guidare ed esteticamente accattivanti. A parte l'estetica, che resta comunque uno dei punti di forza anche dopo circa 17 anni dalla prima uscita, Aprilia ha introdotto per prima il concetto di pedalata assistita, ben differente dal PAS presente sulle bici commerciali. Nel caso di Enjoy la coppia viene infatti fornita dal motore solo nel momento in cui l'utente applica pressione sui pedali. Questa modalità  è intelligente dal punto di vista tecnologico e prestazionale. Il concetto di pedalata assistita corretto è proprio quello proposto e realizzato da Aprilia che costringe l'utente a "pedalare", ma assiste nel momento in cui si affronta una salita o si accellera. Se l'assistenza avviene invece, come nel caso delle bici commerciali,  anche quando non si "spinge" sui pedali, la bici è come se si  trasformasse, ad intervalli regolari, da pedalata assistita a puramente elettrica.

Due piccioni con una fava ..... La metodologia Aprilia consente al motore ed al drive di potenza (centralina...) di lavorare ad intermittenza, ossia per frazioni di tempo, con un duty cycle che oscilla tra il 20% e il 50%. Ciò rappresenta un vantaggio non solo per l'autonomia ma anche per gli effetti termici sulla componentistica, motore incluso. La spinta  risulta effettivamente  proporzionale allo sforzo applicato sulla pedivella, grazie al sensore di coppia montato sul blocco motore. Con la sua  batteria originale, di circa 300Wh, la bici garantisce un'autonomia effettiva che sfiora i 50km. Ciò  dipende naturalmente dallo stile di guida, dalle salite, dalla velocità, dal peso dell'utente e dalla pressione delle ruote.
Un motore eccellente ed  infaticabile montato sulla pedivella sfrutta appieno il cambio. Ciò significa che Aprilia Enjoy può affrontare pendenze considerevoli, utilizzando marce adeguate alla pendenza, senza che il motore venga ad essere sollecitato con coppie estreme e l'utente debba essere sottoposto a grande fatica.

La batteria abbastanza leggera, performante e ben realizzata, utilizzava celle  NiMh (nichel-metallo idruro) di circa 6.5kg (incluso contenitore), compatta e sistemata tra sella e sterzo. 24V e 13Ah consentivano una adeguata autonomia. All'epoca della sua realizzazione la soluzione NiMh rappresedntava lo stato dell'arte, dato che le celle Litio non erano ancora disponibili sul mercato.

Struttura e carter di copertura ben realizzati. Rimossi i carter la struttura è semplice, tubolare e lavorata di macchina nei punti di interfaccia con i carter stessi. Difficilmente tale soluzione così ben fatta si riscontra anche oggi su bici evolute molto costose

Noi della società ATEC Robotics abbiamo lavorato alcuni anni per far rinascere questa bici senza modificarne l'estetica e la componentistica. Ciò è stato necessario in quanto le batterie originali, la centralina, il sensore di coppia, componenti attivi della bici, non sono più reperibili. Abbiamo realizzato pacchi batteria sostitutivi da utilizzare con sicurezza sia con la centralina originale che con la nostra nuova centralina evoluta.  Abbiamo quindi preparato tutti i componenti di cui questa bici ha bisogno per essere competitiva sul mercato. In particolare:

  • centralina evoluta gestibile da smartphone e facilmente sostituibile a quella originale
  • pacchi batteria di varie tipologie integrati nell'involucro originale senza alcuna alterazione di forma
  • sensore di coppia

I problemi causati dal tempo e dall'incuria


Come accennato nella Home Page Aprilia ha lanciato un prodotto innovativo forse precorrendo i tempi, anche se c'e' stata una grande diffusione. L'assistenza è venuta meno, anche se per legge si devono garantire i ricambi per almeno 10 anni dall'inserimento del prodotto nel mercato. La vendita di Aprilia alla Piaggio ha poi determinato il "decesso" di questo settore, che solo recentemente Piaggio ha iniziato a riconsiderare. Naturalmente una azienda volta alla vendita di scooter tradizionali ha considerato controproducente il settore dell'elettrico.  I problemi che si possono riscontrare dipendono in parte dalla morte di alcuni componenti, dalla mancanza di manutenzione ordinaria da parte dell'utente e poco dallaqualità della realizzazione.


I problemi del passato erano determinati soprattutto dal deperimento della batteria, da guasti della centralina e a volte anche dal cattivo funzionamento del sensore di coppia.


Batteria

Il problema forse più serio è la mancanza di batterie di ricambio originali ed a prezzi contenuti. Sono state messe in circolazione batterie di dubbia validità a costi elevati tanto da scoraggiare gli utenti che si sono adattati alla fine a soluzioni custom  di scarso valore artigianale.  Le batterie originali che ancora qualche volta sono riscontrabili in qualche magazzino vanno assolutamente evitate in quanto chimicamente sono morte ormai da tempo.

Il concetto di batteria integrata nel telaio, ottimizzata in dimensioni, ne impedisce la facile sostituzione con altre magari di dimensioni lievemente differenti. Nel caso di Enjoy lo spazio è infatti estremamente limitato.

Le batterie non avevano problemi costruttivi e di ottima fattura  garantivano, se gestite adeguatamente, circa 400 cicli di scarica. Considerando un percorso di circa 40km per carica, la vita della batteria originale poteva garantire circa 16.000km.


Un problema intrinseco delle celle NiMh però è l'elevato livello di autoscarica che ammonta al 30% mensile. Quindi l'errata conservazione della batteria fa si che, lasciata inutilizzata per lungo tempo, perde in prestazioni. Questo è quello che è accaduto quasi a tutti gli utenti che inconsapevolmente hanno trascurato la bici lasciandola inutilizzata per anni, ritrovando la batteria non più funzionante. Ricaricando la batteria una volta al mese avrebbe reso la batteria utilizzabile per almeno 7 anni, informazione riportata nel manuale d'uso che il più delle voltge non viene assolutamente letto. Chi ha conservato la batteria mantenendola carica, dispone ancora di una batteria efficiente.


La batteria originale deve essere caricata e controllata costantemente. La corretta gestione del pacco batterie, e questo vale anche per le batterie moderne,  va effettuata usando un timer che alimenti il caricabatterie una volta al mese per un'ora, o per un quarto d'ora alla settimana,  in modo da ripristinare i livelli di carica massima preservando parallelamente lo stato di salute degli elementi. Come accennato questo non è un problema delle sole batterie Aprilia. Le celle originali, NiMh, sono comunque caratterizzate da un livello di autoscarica abbastanza elevato. All'epoca le celle NiMh sgombrarono il campo dagli accumulatori al nichel cadmio rispetto ai quali eliminavano in pratica l'effetto memoria, aumentando anche la densità di potenza. Per contro il livello di autoscarica risultava maggiore (30% rispetto al 15% delle NiCd).

Per la sezione relaltiva alle batterie per la Enjoy clicca qui.


Centralina

Molte centraline hanno smesso di funzionare improvvisamente e senza alcun preavviso. Questo è un difetto che purtroppo si è manifestato molto spesso e le cui cause sono a noi ben conosciute. Ad oggi, sono poche le centraline originali  ancora in funzione. Aprilia ha realizzato il prodotto dando la possibilità all'utente di incrementare le prestazioni generali in termini di prestazioni. Il motore infatti, come già indicato, consente di erogare potenze di gran lunga superiori ai 250W stabiliti dalla legge. Il taglio di un filo "bianco" aumenta le prestazioni in modo drastico, a discapito però della batteria. Una nota importante riguarda un'informazione messa in giro da incompetenti. La centralina Aprilia originariamente era aperta, ossia i componenti elettronici erano a vista. Un coperchietto di alluminio avrebbe potuto proteggere la componentistica da acqua e polvere, essendo montata in modo esposto, dietro la ruota anteriore. Per evitare  che acqua e umidità potessero influenzare il funzionamento della centralina si optò per il riempimento della stessa con resine particolari, che avevano proprio il compito di isolare il sistema dall'ambiente. Le centraline originali sono difficilmente riparabili ed il progetto è ormai datato. Per questo motivo abbiamo progettato e realizzato una centralina  con dimensioni e forma identiche all'originale e dotata degli stessi punti di fissaggio alla bici.  Naturalmente date le tecnologie attuali abbiamo realizzato qualcosa di più performante in termini di prestazioni generale. E' inoltre possibile monitorare e configurare il funzionamento della centralina via smartphone e quindi attraverso un app dedicata su android e presto su iOS.


Per la sezione relaltiva alla centralina gestibile da smartphone clicca qui.



Sensore di coppia

Spesso si  attribuisce il malfunzionamento della bici alla batteria o alla centralina mentre il problema è determinato dal sensore di coppia che è integrato nel blocco ingranaggi. Il componente più insidioso proprio perchè per sostituirlo va smontato il blocco motore. Per questo serve dimestichezza con la meccanica e una certa manualità. Difficilmente il componente si può riparare, in quanto al 95% si tratta del deperimento del sensore che non fornisce il giiusto segnale al circuito di controllo.
Il sensore di coppia fornisce al circuito della centralina una tensione proporzionale alla coppia applicata ai pedali dall'utente. In particolare a vuoto (ossia quando l'utente non pedala) fornisce un segnale di circa 1V, mentre al massimo della deformazione fornisce un segnale compreso tra 3.6 e 4V, con una coppia applicata all'asse della dedivella di circa 150Nm, che si ottengono premendo sul pedale con circa 50kg. Quando il sensore lavora male, può fornire segnali al di fuori del range indicato con conseguente malfunzionamento della centralina. Per tale motivo abbiamo progettato e realizzato un nuovo sensore di coppia perfettamente equivalente a quello originale.

Per la sezione realtiva al sensore di coppia clicca qui.



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